La vera sfida dei nuovi Sixers

October 16, 2019

Knicks Wall presenta una delle principali, se non la prima pretendente al trono della Eastern Conference

 

 

©️ The Knicks Wall

 

 

 

La seconda eliminazione consecutiva alle semifinali della Eastern Conference ha lasciato i tifosi dei Sixers con l’amaro in bocca. Bisogna però ricordare che sono stati ad un passo dall’eliminare i futuri Campioni NBA.

 

Quest’anno, dopo alcuni importanti movimenti di mercato, si presentano alla nuova stagione come una delle franchigie favorite. Con i Raptors e i Celtics che hanno perso alcuni dei loro giocatori chiave, Phila ha tutte le carte in regola per interrompere quel digiuno, che dura da ormai 36 anni.

 

Elton Brand è stato uno dei general manager più attivi della Lega durante questa offseason, così come lo è sempre stato sin dal suo insediamento, dal settembre del 2018. Due esterni molto importanti sono partiti: Butler, che ha portato il suo talento a South Beach, e JJ Redick, che ha firmato con New Orleans. Butler è sicuramente il giocatore più forte tra i due ma, probabilmente, l’assenza che Philly sentirà maggiormente sarà quella della guardia tiratrice. I Sixers hanno abbastanza talento - offensivo e difensivo - per sopperire alla partenza del loro numero 23, ma la perdita del loro miglior spacer offensivo si farà sicuramente sentire.

 

Brand ha agito rapidamente, portandosi a casa Josh Richardson, inserendolo nella trade di Butler. Anche se non si avvicina neanche lontanamente al tiratore che è Redick. Ha meno del 37% in carriera, prendendo, nella passata stagione, più di 6 tiri da dietro l’arco a partita. Tuttavia potrebbe risultare molto importante nell’economia della squadra, essendo sia un difensore versatile, capace di accoppiarsi con esterni veloci, che un’ulteriore ball-handler nei pick and roll.

 

Brand è anche riuscito a scippare Al Horford ai Celtics, firmandolo per 4 anni a 109 milioni di dollari. Sono molti per un giocatore di 33 anni, ma, grazie alle sue buone percentuali oltre l’arco e alla sua doppia pericolosità in situazioni di P&R (roll e pop), darà sicuramente una grossa mano alla squadra. Inoltre, come dimostrato nella passata stagione, è un buon difensore da accoppiare contro l’MVP, Giannis Antetokounmpo.

 

Philadelphia, poi, ha ri-firmato Tobias Harris per 5 anni a 180 milioni, nonostante una pessima post season. Una questione importante della prossima stagione sarà capire a chi potersi affidare nei momenti di difficoltà, e Harris potrebbe essere una buona opzione a riguardo. Phila ha bisogno che lui, assieme a Richardson, aiuti ad aumentare la pericolosità sul perimetro (aspettando la crescita di Ben Simmons). Inoltre, se Tobias riuscisse a migliorare le sue percentuali dall’arco (32.6% dal suo arrivo a Philadelphia), diventerebbe un fattore decisivo per questi Sixers.

 

La più grande forza di questa squadra è, letteralmente, il suo starting five. Il più grosso della Lega:

 

  • Ben Simmons: 6’10″

  • Josh Richardson: 6’5″

  • Tobias Harris: 6’8″

  • Al Horford: 6’10″

  • Joel Embiid: 7’0″

 

Tobias Harris, difensivamente, è il peggior tra i cinque, ed è comunque un buon difensore. Richardson ha aggiunto parecchi centimetri in più rispetto a Redick, e Horford, Simmons ed Embiid sono eccellenti difensori. Questo quintetto sarà probabilmente uno tra i migliori della Lega nella metà campo difensiva e sotto le plance.

 

Quello che ancora non è chiaro è se la panchina sarà un punto di forza o di debolezza. Mike Scott, insieme al Naismith Defensive Player of the Year (e loro chiamata al primo giro di quest’anno) Matisse Thybulle, e insieme a Raul Neto e a Kyle O’Quinn dovrebbero garantire una buna solidità difensiva, anche in uscita dalla panchina.

 

Brett Brown potrebbe pensare pure di modificare l’utilizzo di uno tra Horford ed Embiid per tenerlo in campo anche con il secondo quintetto. Dopo la partenza di TJ McConnell, uno dei beniamini dei tifosi, sarà interessante vedere chi sarà la prima point guard a subentrare dalla panchina tra Neto e Burke.

 

Thybulle è stato un buon tiratore al college (35.8% da 3 punti), James Ennis III potrebbe prendere molti tiri da dietro l’arco, così come Zhaire Smith, ma la loro efficacia non è una certezza. Infine ci sono Furkan Korkmaz e Shake Milton, che sono variabili interessanti.

 

Nel complesso, la panchina potrebbe regalare soddisfazioni ai Sixers. Le vere due incognite di questa squadra, infatti, sono le sue due superstar, Ben Simmons e Joel Embiid.

 

Per quanto riguarda Simmons, già lo sapete. Aumentare il suo range di pericolosità sarà fondamentale per le sorti di questa franchigia. I compagni, ma non solo, hanno più volte detto che quest’anno lo vedremo tirare da tre punti e lo si è già intravisto durante questa offseason. Uno spacing migliore e una maggior efficacia perimetrale sono fondamentali per le ambizioni di Philadelphia.

 

Invece, per quanto riguarda Embiid la più grande preoccupazione rimane sempre la sua integrità fisica. E’ stato uno degli argomenti preponderanti della loro postseason, ma, almeno apparentemente, ha perso davvero tanti chili. Se dovesse stare bene fisicamente, e quindi giocare di più rispetto alle passate stagioni, sarebbe sicuramente uno tra i candidati all’MVP.

 

Il centro camerunense ha dichiarato di aver lavorato molto sul suo ball handling, sull’essere più pericoloso lontano dalla palla e sul tiro dalla lunga distanza. Per questo motivo potremmo vedere un Embiid molto più operativo in tutte le zone del campo. Ha inoltre detto di voler smettere di fare trash talking... già, staremo a vedere. 

 

Sulla carta non c’è nessuna squadra simile a questi Sixers. La vera questione sarà la gestione della partita contro le small-ball lineups che proporranno le squadre avversarie. Ma il loro talento potrebbe bastare per arrivare alle Finals.

 

Il trasferimento di Leonard nella Western Conference e l’assenza di Kevin Durant, fuori per tutta la stagione, potrebbero concedere grandi chance a Philadelphia. E la vera chiave per raggiungere traguardi importanti sarà la crescita dei due migliori talenti.

 

 

 

(...)

 

 

 

©️ The Knicks Wall

 

Questo articolo, scritto da Michael Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 9 ottobre 2019.

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com