Vincere nell'ombra

October 27, 2018

 

Passiamo le estati, e non solo, a parlare dei contratti dei giocatori NBA. Di quanti milioni di dollari guadagnano, se li meritano, se hanno fatto bene o male le franchigie ad elargire quei soldi. Cifre, opzioni, durata degli accordi: tutti i General Manager e i tifosi si arrovellano intorno a complesse elucubrazioni in materia - come giusto e normale che sia in una competizione che si disputa tanto sul parquet, quanto sulle scrivanie dei front office; da una parte 24 secondi e un tiro alla volta, dall'altra un milione di dollari, una fetta di salary cap e una scelta al Draft dopo l'altra.

 

Non ci scordiamo mai, ad esempio, di indagare le cause (e le conseguenze) dei peggiori contratti in essere nell'NBA - ecco la mia personale Top 10 - ma quel che invece passa spesso in secondo piano è il ruolo, in queste trattative giocatori-franchigie, di chi quelle trattative le "porta avanti". Ovvero gli agenti e le società che rappresentano gli atleti della Lega. Certo, non passa mai inosservato Rich Paul, d'altronde, se rappresenti le volontà di LeBron James ed Anthony Davis... Ma non è certo l'unico a muoversi a questo livello. Anzi, non è neanche tra i primi tre del "ranking".

 

Ognuno dei contratti a posteriori valutato come "pessimo" è vissuto come un dramma dai tifosi della franchigia in questione - pensiamo, ad esempio, a Luol Deng per i Lakers o Joakim Noah per i Knicks - ma nessuno (a parte parenti, amici e conoscenti) ovviamente gioisce per il giocatore, per le sue finanze. Parliamo di milionari, le cui entrate spesso non provengono solamente dalla pallacanestro. Men che meno proviamo soddisfazione per l'agente di turno - e perché mai dovremmo? Eppure, tornando ai due casi-limite citati prima, per Bill Duffy e Jeff Austin (entrambi tra i primi 10 dell'NBA guardando al totale dei salari) quelle firme sono state una sorta di personale Larry O'Brien, o MVP, fate voi.

 

Sappiamo a memoria l'ordine dei giocatori più pagati della Lega: Steph Curry, Russell Westbrook, Chris Paul, LeBron James, Blake Griffin, e così via.  Chi sono, invece, gli agenti che "spostano" - attraverso i propri assistiti - più dollari?

 

In cima alla classifica troviamo Jeff Schwartz, un assoluto guru in questo campo. Dopo aver rappresentato negli anni '90 una leggenda tennistica come Pete Sampras, nonché diversi altri giocatori e giocatrici in quel periodo nella top 10 del circuito ATP e WTA, ed aver fondato nel 2002 la Excel Sports Management (che opera brillantemente in diverse leghe professionistiche e federazioni), oggi è agente di 33 giocatori NBA. Per un totale di 408 milioni di dollari per la corrente stagione, 307 per l'anno prossimo e quasi 200 per il 2020/21.

 

Ha percepito per il proprio ruolo, solamente in questo anno solare (ancora non concluso), oltre 66 milioni. Ha tra le proprie mani ben 9 contratti oltre i $20M (i primi: Griffin, McCollum, Jokic, Love e Drummond), tra cui quello orrendo - non certo per lui - di Harrison Barnes da 95/4 anni. E non mancano i giocatori che faranno entrare altri sacchi di dollari, da Kemba Walker e Khris Middleton (entrambi 13/anno, UFA nel 2019), a Brandon Ingram, Jamal Murray e Dario Saric (che, una volta usciti dai rispettivi contratti firmati da rookie, percepiranno tendenzialmente cifre molto importanti). 

 

Sono 38 invece i giocatori rappresentati da Mark Bartelstein e dalla sua Priority Sports, che nel 2018 ha incassato oltre $35M di commissioni. Ha negoziato (e stipulato) nelle ultime 22 stagioni NBA quasi un miliardo di dollari di contratti e oggi rappresenta le volontà di due "maxed out oplayers" come Gordon Hayward e Bradley Beal. Negli ultimi anni è riuscito a mandare a segno diversi "colpacci", come le firme su accordi quadriennali da parte di Enes Kanter (70 milioni), DeMarre Carroll (58), Miles Plumlee (50) e Jon Leuer (42); e tra qualche anno sarà felice di vedere riconosciuta economicamente l'inattesa esplosione di Kyle Kuzma.

 

Sul terzo gradino del podio, sempre guardando al totale dei salari dei giocatori rappresentati, ecco Bill Duffy (ex giocatore professionista, scelto dai Denver Nuggets nel Draft 1982) e la BDA Sports Management, da lui fondata e presieduta. Oggi ben 25 giocatori NBA sono legati a questa società, tra cui spiccano economicamente Mike Conley ed Andrew Wiggins.

 

Duffy ha diversi trofei in bacheca: in primis, come detto precedentemente, il super-contratto strappato da Joakim Noah ($18M all'anno); poi quelli dei citati Conley (153/5 anni) - "pioniere" di una nuova era contrattuale - e Wiggs, le cui firme facevano e fanno discutere non poco. Attenzione, soprattutto, al futuro della sua scuderia: ne riparliamo quando sarà il momento di trattare il rinnovo di DeAndre Ayton e Luka Doncic - che realisticamente muoveranno lo "0" attualmente nella casella relativa ai "maxed-out players" sotto controtto con la BDA.

 

Esclusi dal podio, ma tutt'altro che in secondo piano, anzi, Leon Rose (ricordate, l'agente di Bargnani?), Rich Paul, Aaron Mintz e Jeff Austin. Il primo ha nel "proprio" roster 20 giocatori, con 4 All-Star e 2 "maxed-out", tra cui Chris Paul, Joel Embiid e i già-super-rinnovvati Devin Booker e Karl-Anthony Towns. Oltre ad una interessante batteria di rookie e sophomore.

 

LeBron James, Anthony Davis, John Wall e Ben Simmons: non è in cima al ranking, ma è Rich Paul (18 giocatori NBA) l'agente più popolare della Lega. Non c'è dubbio. E forse, per quanto visto nelle recenti free agency, anche quello più "determinante" (di riflesso dal suo principale assistito): avete presente il contratto di un anno firmato da Kentavious Caldwell-Pope ($18M) con i Lakers a luglio 2018, che potremmo definire come "antipasto" dell'arrivo della "portata principale", dodici mesi dopo, allo Staples Center? Ecco...

 

 

E quasi al livello di popolarità di Rich Paul, infine, doveroso menzionare Jeff Austin, che, oltre a rappresentare Steph Curry e Giannis Antetokounmpo, può esporre in bacheca il contratto forse più discusso degli ultimi anni (non fosse altro che perché in casa Lakers), quello di Luol Deng da 73 milioni circa in quattro stagioni.

 

Come in ogni momento dello sport, c'è chi vince e c'è chi perde. Spesso puntiamo il dito contro i front office, ma è ora anche di rendere omaggio a chi ha vinto al tavolo delle trattative, oltre ai giocatori. E sono i rispettivi agenti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com