Vincitori e sconfitti della Draft Lottery 2019

May 15, 2019

 

Chi ha vinto davvero la Draft Lottery 2019, probabilmente, è l’NBA. E la sua credibilità. In seguito alla modifica del regolamento voluta da Adam Silver ed entrata in vigore da quest’anno, infatti, le percentuali sono state assegnate in modo meno fedele che mai rispetto al record delle squadre in Regular Season. In pratica, chi ha “tankato” non aveva la quasi-certezza di uscire soddisfatto dalla notte di Chicago. Ed è così che per diverse franchigie la nottata appena trascorsa si è trasformata in tragedia sportiva.

 

Ecco, di seguito, il risultato dell'estrazione:

 

1. New Orleans Pelicans

2. Memphis Grizzlies

3. New York Knicks

4. Los Angeles Lakers

5. Cleveland Cavaliers

6. Phoenix Suns

7. Chicago Bulls

8. Atlanta Hawks

9. Washington Wizards

10. Atlanta Hawks (da: Dallas Mavericks)

11. Minnesota Timberwolves

12. Charlotte Hornets      

13. Miami Heat

14. Boston Celtics (da Sacramento Kings, via Philadelphia 76ers)

 


 

CHI HA VINTO LA LOTTERIA...

 

Come detto, Adam Silver è senz’altro il più soddisfatto. Il sostanziale fallimento del tanking per la stagione 2018/19 è la più grande vittoria che la Lega potesse riportare, perché niente quanto un risultato del genere può rappresentare per gli anni a venire un deterrente per quelle franchigie proiettate in modo sistematico verso il fondo dell’NBA. Ed era cosa tutt’altro che scontata, considerando che - malgrado la riforma nell’assegnazione delle percentuali - le cinque peggiori squadre di quest’anno (New York, Cleveland, Phoenix, Chicago e Atlanta) si spartivano il 65% circa delle possibilità di mettere le mani sulla first overall pick. Non solo questo sogno è rimasto tale per tutte e cinque, ma solo una di loro è entrata in top-4.

 

Siamo certi che perdere sistematicamente sia ancora l’affare migliore? “No, questa notte è stata la fine del tanking”, ha commentato Rudy Gobert - storico detrattore di questa pratica, che, quasi quanto Silver, non aspettava davvero altro.

 

Tra le 14 squadre presenti alla Lottery, chi ha vinto è indubbiamente chi si trova in cima all’elenco. I New Orleans Pelicans, che hanno pescato uno storico jolly - sì, proprio nell’anno di Zion, niente male - e messo le mani sulla prima scelta, malgrado un misero 6% di possibilità. La franchigia del Louisiana aveva davvero bisogno di un bacio della sorte del genere, dopo una stagione devastata dalla questione Anthony Davis e un futuro da programmare con più incognite che certezze. Ora, invece, NOLA ha la certezza che tutti i general manager ed head coach vorrebbero: Zion Williamson. Con il rookie da Duke e quello che i Pelicans riusciranno a ottenere dalla cessione di AD (sempre intenzionato a lasciare la franchigia) sarà interessante vedere cosa potranno costruire negli anni a venire.

 

 

Chi altro è uscito con un enorme sorriso dall’Hilton? Rob Pelinka e i suoi Los Angeles Lakers, la cui nottata è stata davvero… “Beautiful”, come commentato su Twitter da LeBron James. I giallo-viola erano proiettati verso l’undicesima chiamata e avevano meno del 7% di entrare in top-3. Eppure, eccoli lì, con la quarta scelta assoluta e dunque la preziosa chance di aggiungere al roster uno dei migliori prospetti della prossima (ricca) classe di rookie. Per la gioia di Pelinka, le cui frecce nella faretra sono adesso ancora di più in vista della calda estate che attende la squadra di LA; e per la gioia di LeBron, che incredibilmente sceglierà prima dei “suoi” Cavs - malgrado una Regular Season da 18 vittorie in più.

 

Infine, grande soddisfazione anche per i Memphis Grizzlies, che non erano affatto tra le più accreditate per finire sul “podio” (19%) ma si ritrovano con un'ottima seconda scelta. Servirà per ricostruire le fondamenta di una squadra che, dopo la trade-Gasol (e quella imminente per Conley?), si appresta a chiudere un’era, finalmente, e a proiettarsi verso il proprio futuro a medio-lungo termine.

 

 

 

… E CHI HA PERSO

 

Guardando alle percentuali, chi è stato più sfortunato sono senz’altro gli Atlanta Hawks, che si presentavano alla Lotteria con il quinto peggior record della Lega e potevano fare affidamento su probabilità interessanti: 10.5% prima scelta, 42.5% in top-4 e oltre il 90% di essere tra le prime sette. E a tutto questo andava aggiunta la scelta dei Dallas Mavericks (protetta top-5). Ebbene, i Falchi si ritrovano invece con due “deprimenti” pick, 8 e 10, con cui proveranno a circondare Trae Young, John Collins e Kevin Huerter di altri giovani talentuosi.

 

Il caso sulla bocca di tutti, però, è quello dei New York Knicks. Le 17 vittorie (peggior record dell’NBA) nella stagione 2018/19 non sono valse quel sogno che tutti, nella Grande Mela, aspettavano. Zion, ovviamente, che invece è diretto verso i Pelicans. NY si ritrova con una terza pick in mano che, guardando ai numeri (14% prima scelta), non rappresenta un colpo di sfortuna colossale. Anzi, i Knicks avevano il 60% di probabilità di essere la chiamata 4 o 5 - questo sempre per effetto della riforma, attuata nel 2019 per la prima volta. Il punto è che la franchigia newyorkese aspettava un sogno, dopo una stagione (una?) che è sembrata più un incubo che altro. Ma quel grosso, potente, talentuoso e predestinato sogno da Duke non arriverà. Ed ecco che la pressione sull'off-season aumenta ulteriormente. Se non arriverà un top free agent, sarà difficile trovare qualcosa da cui ripartire - oltre che un senso alla trade-Porzingis.

 

Anche per i Cleveland Cavaliers è stata una notte davvero amara. Come detto, scivolare dietro i Lakers, dopo aver perso LeBron la scorsa estate ed essersi confermati in sua assenza, come nel 2010, uno dei peggiori team della Lega... è uno scherzo davvero beffardo della sorte. Dopo James, Irving e Wiggins (quest'ultimo "diventato" Love, via trade), i Cavs speravano in un altro aiuto della sorte. In molti penseranno che “finalmente non è arrivato”, e che la ruota, alla fine, gira per tutti.

 

L’ultima grande delusa della notte sono senz’altro i Phoenix Suns, che con la sesta chiamata assoluta non hanno certo ripagato le aspettative dopo un’annata da 63 sconfitte. Bisognerà comunque sfruttarla a dovere, per mettere nelle mani di Monty Williams e James Jones un altro giovane da cui la franchigia possa ripartire, insieme a Booker, Ayton e Bridges.

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com