Zion e la rottura del menisco: intervento e rischi futuri

November 9, 2019

 

© 3CB Performance

 

 

 

La scelta numero 1 al Draft 2019/20 dei New Orleans Pelicans, Zion Williamson, ha subito una rottura del menisco laterale del ginocchio destro, con conseguente intervento chirurgico.

 

 

L’INFORTUNIO

 

Il menisco è un disco di cartilagine che ha la funzione di facilitare i movimenti dell’articolazione del ginocchio, riducendo le frizioni e assorbendo impatti (ad esempio in fase di ricaduta da un salto), situato tra l’osso del femore e la tibia. Ci sono due tipi di menisco: uno è situato nella zona interna (detto “menisco mediale”), l’altro ricopre la zona laterale del ginocchio (detto, appunto, “menisco laterale”).

 

Anche se parecchi casi di rottura del menisco non richiedono necessariamente l’intervento chirurgico, lo staff medico dei Pelicans ha deciso di ricorrervi in quanto ritenuta la miglior opzione in prospettiva.

 

 

L’INTERVENTO

 

Ci sono due opzioni riguardo l’intervento per una rottura del menisco: rimuovere la parte danneggiata (intervento chiamato “meniscectomia”), o riparare la parte danneggiata (noto come “recupero meniscale”); Zion ha subito il primo.

 

Il recupero meniscale è possibile quando la zona danneggiata interessata è vascolarizzata, ovvero vi si trovano vasi sanguigni, poiché il recupero del tessuto non sarebbe possibile senza flusso sanguigno. Spostandosi dalla parte esterna del menisco (detta “periferica”) a quella più interna o “centrale”, la presenza di vasi sanguigni va in drastica diminuzione, e per questo i menischi vengono anche suddivisi cromaticamente in zone rossa, rosa e bianca, a seconda della presenza di vasi. Perciò, per quanto riguarda il recupero meniscale, è tutta una questione di zona interessata: una rottura periferica totale (detta “a manico di secchio” per la sua forma tipica) è più facile da recuperare rispetto ad una semplice infrazione avvenuta in zona centrale del menisco.

 

 

IL RECUPERO

 

Le ricerche mostrano come la tabella di recupero da un recupero meniscale per atleti professionisti sia di almeno 5 mesi e mezzo, mentre per ciò che riguarda una meniscectomia si parla di circa 6 settimane. In base a questi dati, i Pelicans hanno accordato con Zion un tempo di recupero che va da 6 a 8 settimane, ovvero di tornare in campo per metà dicembre.

 

 

POSSIBILI CAUSE

 

Ci sono varie cause che possono scaturire in una rottura del menisco, una delle quali è il tanto discusso peso di Zion.

 

Acquisire peso non causa problemi, se avviene metodicamente seguendo una tabella di allenamento affiancata da una dieta corretta. Non sembra però il caso di Zion, in quanto nelle prime apparizioni in Summer League è apparso più rotondo che definito muscolarmente. Per questa ragione il suo vecchio coach (Coach K) ha detto che secondo lui Zion non avrebbe dovuto scendere in campo in Summer League, poiché del tutto fuori forma, sia fisicamente che mentalmente. Anche il nuovo General Manager dei Pelicans, David Griffin, ha ammesso che Williamson non fosse in gran forma, in particolare dal punto di vista cardiovascolare. Williamson, poi, ha già dei precedenti al riguardo: durante l’estate 2017 con Team USA, Jonathan Givony e Mike Schmitz notarono che Zion sembrava “pesante e fuori forma”.

 

In aggiunta, Zion ha trascorso molto tempo senza curare al dettaglio la sua forma, dal torneo di Duke a narzo al debutto in Summer League e poi alle molteplici gare in Preseason con i Pelicans, che richiedevano ritmo elevato e corsa. Questi grandi sbalzi di attività-inattività sono un fattore chiave nel rischio di incorrere in infortuni ai tessuti molli (muscoli, cartilagini, legamenti, tendini): da questo punto di vista uno degli standard principali nella prevenzione di questi infortuni è una formula detta razione acuta-cronica del carico di lavoro, che osserva l’attività nel momento massimo (acuto) paragonandola alle condizioni medie (cronico). Quando la condizione cronica è di sovraccarico o di carenza di lavoro, la ricerca mostra che i rischi di infortuni ai tessuti molli si moltiplica di sette volte.

 

Inoltre, la biomeccanica e le movenze di Zion sono particolarmente anomale. Ama atterrare su una gamba sola con il ginocchio esteso, occasionalmente anche sul tallone. Ciò aumenta di molto il rischio d’infortuni, poiché genera una grande "Forza di Reazione Piede-Suolo" (FRP-S), ovvero la forza di atterraggio impiegata, che in questo particolare caso è di sette volte il suo peso corporeo; è assorbita soprattutto dalle articolazioni, poiché i muscoli, lo strumento primario del corpo per assorbire gli urti, sono posti in zone svantaggiose. Di contro, atterrare sulla pianta del piede, con le ginocchia flesse, crea una FRP-S di “sole” tre volte il peso corporeo, con la maggior parte dell’urto assorbito dai muscoli, stavolta in posizione vantaggiosa rispetto alle articolazioni. A peggiorare il tutto, per Zion, le altezze che di solito raggiunge nel saltare (ad esempio schiacciando a canestro).

 

Un altro fattore nella biodinamica di Zion che può aver influito è la sua andatura durante la corsa. Correre a “grandi falcate”, compiendo passi ampi, aumenta lo stress sulla parte inferiore del corpo; significa che si compie il passo appoggiando il tallone e col ginocchio teso, che aumenta la FRP-S e lo stress sull’articolazione. Anche la sua andatura, camminando con ondeggiamento laterale, può indicare debolezza dei muscoli abduttori (soprattutto il medio gluteo) e/o rigidità muscolare sui fianchi, in particolare nel muscolo tensore della fascia lata.

 

 

Zion Williamson è un giocatore da elevata ed energica attività di salto, che unita al suo atletismo e forza lo rendono un prospetto unico, ma lo portano anche a giocare in maniera spesso incauta ed esporlo maggiormente a infortuni (saltare in aree affollate, saltare tra vari difensori schierati, schiacciate spettacolari).

 

Queste caratteristiche ricordano Blake Griffin ad inizio carriera, quando era più “libero” nei movimenti fisici, nell’uso del suo atletismo ed esplosività, che portavano spesso a situazioni rischiose. Blake ha poi "imparato la lezione", aggiustando la sua maniera di giocare e sfruttando la sua esplosività al momento adatto. Lezione che anche Zion, volente o nolente, dovrà imparare.

 

Inoltre, lo stile di gioco di Zion comprende spesso balzi laterali, movimenti e rotazioni da pivot. Ciò ricorda il primo Derrick Rose, che sfruttava ampi passi nell’accelerazione-decelerazione, rotazioni e cambi di direzione fulminei. Non è detto che Williamson debba condividere il destino amaro di D-Rose con gli infortuni (ci si augura il contrario), ma questo stile di gioco è tra i più stressanti per il corpo umano, specie se perpetrato nel tempo e a ritmi elevati.

 

In un periodo di sei mesi Zion ha subito due infortuni al ginocchio sinistro (uno strappo al legamento mediale collaterale a Duke e una forte contusione durante l’esordio in Summer League, che lo ha messo fuori uso per il resto del torneo). È plausibile che questi due infortuni lo abbiano spinto a caricare più sul lato destro del corpo per compensare, e ciò può comportare ulteriori infortuni dovuti al sovraccarico, seppur minimo.

 

 

La meniscectomia del menisco laterale, o rimozione del menisco laterale danneggiato, non è sempre consigliata per gli atleti professionisti, in quanto può causare cambi artritici nel ginocchio in meno di cinque anni dall’intervento, mentre nel caso di una meniscectomia del menisco mediale i cambi artritici potrebbero avvenire dopo almeno vent’anni dall’intervento. La differenza nelle tempistiche è data dalla differenza anatomica e biomeccanica del menisco mediale e laterale: la zona ricoperta dal menisco mediale è più vasta e stabile, grazie alla parte convessa del femore che si incastra nella parte concava della tibia; la zona laterale è più piccola e meno stabile, poiché sia il femore che la tibia sono convesse (arrotondate esternamente, come due palline da tennis sovrapposte), e la zona è maggiormente esposta a movimenti e forza di taglio. Il menisco laterale ha un ruolo molto diverso dal mediale: quello laterale serve a mitigare e facilitare i movimenti dell’articolazione sottoposta a stress e forza di taglio in quella zona, aumentando la stabilità e la superficie articolatoria per distribuire meglio lo stress durante i movimenti.

 

Rimuovere in toto o anche solo una parte del menisco laterale può portare a cambiamenti enormi nel ginocchio. Nel caso di Zion ci si augura che l’area interessata sia relativamente piccola, in modo da cambiare solo lievemente la biologia e biomeccanica del suo ginocchio.

 

Detto ciò, per Zion Williamson si tratta di un brutto infortunio. Vista l’importanza del menisco laterale all’interno dell’articolazione del ginocchio, il rischio d'infortuni futuri correlati alla meniscectomia laterale accresce, aggiunto ai rischi che comporta il suo stile di gioco.

 

Potrebbe essere il campanello d’allarme per lui, per curare meglio il suo aspetto atletico e migliorare il suo stile di gioco.

 

 

 

 

 

 

© 3CB Performance

 

Questo contenuto, prodotto da Rajpal Brar per 3CB Performance e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 novembre 2019.

 

 

 

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